Flora e Vegetazione

Anche se a un primo colpo d’occhio il paesaggio della riserva naturale appare piatto e monotono, interrotto soltanto da ampi specchi d’acqua, la sua vegetazione è perfettamente adattata a questo particolare contesto. I diversi habitat che compongono la riserva ospitano varie specie che vanno dai boschi igrofili composti da frassini, olmi e tamerici, fino a tratti di macchia che raggiungono la pineta litoranea.

L’area palustre in senso stretto è caratterizzata da canna palustre, giunchi, carici, salicornie e diverse altre specie alofile che formano un tappeto che copre quasi uniformemente le parti emerse e parzialmente gli specchi d’acqua

Ecco un breve elenco delle specie più significative:

Statice

Limonium sp.

Conosciuto anche come “Lavanda di mare”, fiorisce in tarda estate-autunno tingendo il paesaggio di un inconfondibile color lilla-viola.

Particolarità: È una pianta alofila, ovvero “amante” dei suoli ad elevata concentrazione salina. Le sue radici assorbono l’acqua salmastra ed espellono il sale in eccesso attraverso minuscole ghiandole poste sotto le foglie.

Astro Marino

Tripolium sp.

Una margherita “alofila”. Presenta fiori con centro giallo e petali lilla, sostenuti da foglie carnose e spesse.

Particolarità: È una delle piante a fioritura tardiva. I suoi colori esplodono a fine estate e in autunno, fornendo un nutrimento essenziale agli insetti impollinatori quando gli altri fiori sono ormai appassiti. Questa specie che fiorisce nella tarda estate consente in alcune coste la produzione di un miele uniflorale giallo di sapore salmastro. Come tutte le Asteracee, è stata usata in passato come amuleto contro l’abbandono della persona amata per sollecitare il suo ritorno, agendo come richiamo d’amore.

Porcellana di Mare

Halimione portulacoides

L’identikit: Un piccolo arbusto dal colore grigio-argento metallizzato. Cresce rigoglioso lungo i bordi dei canali di marea.

La particolarità: Il suo colore non è un pigmento, ma un “cappotto” di minuscole scaglie che riflettono la luce solare per evitare che la pianta perda troppa acqua. Le foglie sono commestibili, croccanti e naturalmente salate.

Il nome del genere dal greco ἅλιμος -ον halimos-on, “la riva del mare”, per l’habitat. Il nome specifico fa riferimento alle foglie, simili a quelle della Portulaca. Le foglie possono essere utilizzate in insalata. Le estremità dei giovani rami possono essere conservate sotto aceto.

Cardo Mariano

Silybum marianum

L’identikit: Pianta imponente e spinosa, riconoscibile per le grandi foglie verdi con venature bianco latte che sembrano disegnate a mano e per i grandi fiori color porpora.

La particolarità: Oltre alla leggenda che lega le macchie bianche al latte della Vergine Maria, è noto per le sue proprietà officinali: i suoi semi contengono silimarina, preziosa per la salute del fegato.

In cucina: utilizzabile durante tutto il ciclo vegetativo. Radici bollite (sapore simile alla barba di becco), capolini come i carciofi, giovani foglie in insalata (vago sapore di cetriolo), fusti crudi o cotti come i gobbi. Usato anche come componente aromatica/aperitiva per liquori.

Salicornia

Salicornia sp.

L’identikit: Detta anche “Asparago di mare”. Non ha foglie vere, ma fusti carnosi e segmentati.

La particolarità: Un vero camaleonte cromatico: verde brillante in primavera, vira verso un rosso intenso in autunno. È una pianta pioniera (la prima a colonizzare il fango) e molto apprezzata in cucina per la sua sapidità.

Il nome richiama i “corni di sale” per l’alta presenza di sali minerali (tra cui iodio e bromo) e vitamina C. Tradizionalmente usata anche conservata sott’aceto; dalle ceneri si estraeva carbonato di potassio, usato come detergente e nella fabbricazione del vetro.

Cannuccia di Palude

Phragmites australis

L’identikit: Alta fino a 4 metri, forma fitti canneti con infiorescenze a pennacchio che ondeggiano al vento.

La particolarità: Rizoma e radici contengono sostanze amare, sali di potassio, resine. Tradizionalmente considerata sudorifera e diuretica; usata in vari contesti popolari per febbre/raffreddamenti e per ridurre edemi.

Usi tradizionali: semi e radici per farine in alcune culture; fusti e foglie per tetti di paglia, stuoie, graticci, cesti, carta e perfino pipe; pannocchie per scopini.

Ruolo ecologico: rifugio/nidificazione per uccelli e “depuratore naturale” grazie alla fitodepurazione.

Tamerice

Tamarix sp.

L’identikit: Arbusto o piccolo albero dalla chioma “vaporosa”, con foglie piccolissime simili a scaglie e fiori rosa riuniti in spighe sottili.

La particolarità: Adattata a vento forte e salsedine. Radici profondissime cercano acqua dolce nel sottosuolo, consolidando il terreno sabbioso o fangoso delle rive.

Tradizionalmente citata per uso astringente/diaforetico; corteccia ricca di tannini. Dalle ceneri si può ricavare soda.

Bietola Marittima

Beta vulgaris subsp. maritima

L’identikit: Antenata selvatica delle bietole coltivate. Foglie lucide, ondulate e carnose; i fusti vicino alla base possono assumere sfumature rossastre.

La particolarità: La superficie fogliare cerosa protegge dalla disidratazione causata dal vento marino. Cresce dal livello del mare fino a 600 m di altitudine. Foglie commestibili, spesso considerate più saporite della variante domestica.

In cucina: zuppe, minestroni, sformati, frittate e soprattutto nel ripieno dei “tortelli”.

Enula Bacicci

Limbarda crithmoides

L’identikit: Un cespuglio che regala vivaci fiori giallo oro simili a margherite, che sbocciano sui rami ricoperti di foglie carnose e strette. Alofita tipica di litorali sabbiosi e rocciosi, dune e prati retrodunali salmastri periodicamente inondati (limonieti e salicornieti).

La particolarità: Contiene oli essenziali dal profumo aromatico; le foglie hanno una forma particolare, spesso terminante con tre piccole punte.

Attenzione: Le informazioni relative alle applicazioni farmaceutiche e agli usi alimurgici hanno carattere puramente informativo. Si declina ogni responsabilità per eventuali utilizzi a scopo curativo, estetico o alimentare.