La riserva regionale
della Diaccia Botrona:

Ultimo lembo dell’antico Lago Prile, oggi un bacino di biodiversità internazionale.

La Riserva Naturale della Diaccia Botrona è molto più di un’area protetta: è un documento vivente della storia geologica e umana di questa terra.
Situata tra il fiume Bruna e la pineta costiera, rappresenta l’ultimo, prezioso frammento di quello che un tempo era il Lago Prile (o Lacus Prelius), il grande bacino salmastro che dominava la Maremma in epoca etrusca e romana.

Oggi, la Diaccia Botrona è considerata una delle zone umide più importanti d’Europa.
Un ecosistema di grande valore naturalistico, riconosciuto come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

In questo ambiente di “transizione”, dove l’acqua dolce si mescola a quella salmastra, la vita esplode in forme uniche.
La Riserva svolge un ruolo cruciale per il mantenimento della biodiversità: funge da area di sosta, svernamento e nidificazione per centinaia di specie ornitologiche e ospita un ecosistema vegetale specializzato e raro.
Visitare la Riserva significa immergersi in un paesaggio antico, dove il ritmo è scandito dal volo degli aironi, dei fenicotteri e dai cicli delle maree, protetto per le generazioni future.

Dalle ingegnose bonifiche dei Lorena alle antiche tracce romane. Scopri come l’uomo ha trasformato la palude in risorsa e visita l’iconica Casa Rossa Ximenes, capolavoro di ingegneria idraulica.

Un mosaico di colori che cambia con le stagioni. Immergiti nel mondo della vegetazione palustre: dai vasti canneti di Phragmites ai tappeti rossi di Salicornia che dipingono l’autunno maremmano.

Il paradiso del birdwatching. La Diaccia Botrona è la casa di Fenicotteri rosa, Aironi bianchi maggiori, Falchi pescatori e Cavalieri d’Italia.

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